
In Iran è in corso una vera e propria guerriglia. I dati conosciuti indicano due morti, centinaia di feriti e oltre 500 arresti. Numeri che non hanno fonti di riscontro, a parte le morti di Neda e di un altro giovane, uccisi da ‘qualcuno’ durante gli scontri. I Guardiani della rivoluzione continuano a reprimere ogni forma di protesta dopo le elezioni. In carcere molti giornalisti, altri sono stati allontanati.
Insomma in Iran, in questo preciso momento, potrebbe essere in corso qualcosa di terrificante. Europa e Stati Uniti intanto rilasciano dichiarazioni ufficiali, ma si percepisce il solito immobilismo. Non cambia mai nulla anche a livello internazionale, sembra. I ragazzi iraniani in strada rischiano la vita per difendere il proprio voto, tremila le schede sparite nel nulla, brogli che vengono anche confermati, indirettamente, dall’Ayatollah Kameney e i ‘potenti’ del mondo non riescono a frenare questa ondata di violenza.
Notizie non confermate, anzi, voci di corridoio, parlano di molti morti.

Una politica insignificante. Mentre il supponente Massimo D’Alema annuncia ‘scosse’ istituzionali, il Presidente del consiglio Silvio Berlusconi si impegna a rimandare al mittente le accuse di induzione alla prostituzione. Intanto il neo ministro del turismo Michela Brambilla si allinea all’ideologia della Santanchè facendo il saluto romano durante una manifestazione (assieme al papà). Sigh Heil!.
Il problema è che
Riepilogando i fatti politici delle ultime ore possiamo affermare che a breve vedremo le ‘ronde nere’, oggi vediamo un ministro fare il saluto fascista, tra pochi giorni ci sarà un referendum tra l’indifferenza generale, mentre il premier è sempre più impegnato a difendersi da gravi accuse e gossip di bassa lega. E a proposito di Lega: vuoi vedere che i più politici a destra sono proprio loro? Un po’ razzistelli ma almeno parlano di politica.
Intanto a sinistra Franceschini e Veltroni contro Bersani e D’Alema: trasparenza e gioventù al potere! Sigh sigh… ma quando ci diranno che siamo su Scherzi a parte?
(foto dal corriere.it)
Il Presidente del consiglio Silvio Berlusconi dichiara che c’è un piano eversivo contro di lui. Ovviamente, noi cittadini comuni, non possiamo sapere se questa affermazione sia vera oppure no. Sappiamo però che nel momento in cui c’è un’accusa ci devono essere anche delle prove, o quanto meno degli indizi. Chiedo allora al premier di fornire tutta la documentazione che avvalori questa sua grave accusa.
Detto questo, e sapendo che le prove non arriveranno mai, dato che Berlusconi è solito fare propaganda e non provare le sue affermazioni (vedi i tanti processi prescritti dei quali non ha dato risposte), faccio notare al cavaliere e a tutto il Governo che qualcosa di eversivo lo hanno creato proprio loro. Mi riferisco alle ronde.
Non è forse eversivo dare la possibilità a un gruppo di esaltati, legati al movimento sociale, profondamente nostalgici del fascismo, di fare il verso alle SS naziste? Non è forse eversivo andare contro la Costituzione? Non è forse eversivo favorire istituzionalmente lo squadrismo, lasciando la possibilità a questi ‘grandi’ uomini di girare per strada indossando una divisa che a qualche anziano potrebbe provocare uno shock del passato?
Non è forse illegale portare con se un'arma mascherata da torcia elettrica? (E’ la stessa torcia che usano i buttafuori delle discoteche). Cosa ne pensa il presidente del consiglio di tutto questo? C’è un piano eversivo contro di lui? E il piano eversivo contro il popolo italiano, dove lo mette il ‘nostro’ premier?

Aumenta la disoccupazione; in campagna elettorale si parla di sesso; i politici pagati dal popolo blaterano del nulla; il Parlamento approva leggi che non riguardando la stragrande maggioranza dei cittadini (ad esempio il lodo Alfano); il Governo manda avanti belle facce: giovani e rampanti prototipi del successo ‘plastificato’ ma spesso privi di cultura politica, come a dire che è tutto basato sull’immagine e non sull’intelletto; le opposizioni sbraitano dietro a Berlusconi ma alla fin fine solo questo fanno.
L’informazione tratta esclusivamente determinati argomenti e spesso di poca importanza. In Abruzzo la situazione dei terremotati è gravissima, ma non secondo i tg o i giornali, e sarà tutto splendido durante il G8; un dittatore, Gheddafi, viene in Italia e il premier lo riceve con tutti gli onori a differenza dell’accoglienza offerta al Nobel per la pace, il Dalai Lama. Il razzismo sta diventando la normalità. In strada si rischia la vita per una precedenza non data.
Gli studenti quando protestano vengono malmenati. Il cittadino quando si organizza in una qualche forma di lotta civile viene affrontato dalle forze dell’ordine; le forze dell’ordine sembrano non appartenere al popolo salvo poi scioperare per i tagli che stanno subendo. In Afghanistan ricordo che ci sono dei militari italiani; uno è stato ferito gravemente proprio oggi ma tutti i giorni rischiano la vita; perché? Per cosa?
Le regole sulla libera informazioni stanno subendo serie limitazioni (ddl sulle intercettazioni). La gente è seriamente preoccupata grazie anche agli ‘esperti istituzionali’ che un giorno affermano che la crisi è alle spalle e il giorno dopo si mostrano afflitti davanti alle statistiche dell’Istat sullo stato economico del paese. Lo fanno apposta? Chissà.
Fattostà che continuiamo a credere che sia tutto normale. E non è una questione di destra o di sinistra. Di Berlusconi o di Franceschini. E lo sapete anche voi ma risulta tutto terribilmente normale. In realtà non è tutto normale, non è nulla normale; è tutto solo e unicamente terribile. Punto.
Ad majora…

Caro astenuto europeo di sinistra,
il vento di destra che tira in Europa sta diventando un tornado. Un tornado che può portare a qualsiasi conseguenza. Anche inimmaginabile. E allora ci sono tante responsabilità tenendo presente che la colpa non è di chi vota gli estremisti neri (non sanno quello che fanno…), non è ovviamente degli immigrati clandestini (senza di loro non ci sarebbe xenofobia, di conseguenza gli estremisti non saprebbero cosa fare), ma di chi, oggi, si lamenta di tal Silvio Berlusconi.
E sì, perché se non vai a votare, mio caro astenuto di sinistra, è ovvio che prosegue questa decadenza italiana (ed europea). Non che l’altro, il razzista, sia un male, ma l’altro, in questo caso, è il Male: ignoranza, intolleranza, xenofobia. Non votando hai dato e continui a fare strada all’oscurità culturale, al medioevo che ha afferrato l’Europa in questo caso e l’Italia in genere.
Per ottenere qualcosa c’è bisogno di azione, quindi non lamentatevi voi che non siete andati a votare; comprendo che nessuno vi e ci rappresenta. Sono d’accordo, ma non è più tempo di anarchia (dove eravate quando qualcuno la inneggiava come utopia possibile?)
Mentre stiamo andando tutti a destra, a parte qualche ‘statarello’, domandiamoci perché a L’Aquila, con autobus gratuiti che collegavano i seggi alle zone degli sfollati, è andato alle urne meno del 30 per cento degli aventi diritto. E lì c’è bisogno dello Stato! Pensare che nell’immediato dopo terremoto il Premier si è ripetutamente fatto fotografare e riprendere da tutte le emittenti tra gli sfollati Addirittura il G8 a L’Aquila! (Andate a sentire cosa ne pensano i residenti e i sardi – le tv non ne parlano).
Il premier vacilla ma non perde, il dato dunque è che, come va va, Berlusconi non si discute, al limite non si vota ma guai a contestare. Prima a votare ci andavano quelli di sinistra, e avevano creato una realtà socialista, con molti difetti. Ora ci vanno quelli di destra e stanno creando una realtà fatta di ronde, caccia allo straniero, euroscetticismo, ignoranza dilagante, violenza e bu bu a Balotelli.
Caro astenuto europeo ti comprendo, ma non ti giustifico. Di solito si vota per un’idea ma oggi siamo chiamati a votare per intelligenza. Quell’intelligenza che prima di tutto vuol far riflettere sui progetti nefasti di una parte politica premiata dalla sotto cultura degli istinti negativi dell’uomo. Dopodiché, nonostante questa pessima classe politica, tutta, si parla dei progetti; sempre che, questa pessima classe politica, sia in grado di realizzarne…
E allora, egregio astenuto europeo, ti saluto con affetto, simpatia, ma non ti comprendo.

Ci siamo. Altro giro, altra corsa, nuove elezioni; questa volta europee. Sì, elezioni-europee. Come? Lo sapevate già. Certo. Ma sapete cosa fa il Parlamento europeo? Sapete perché questo voto è importante? Capite che l’Europa è l’unica salvezza per il nostro Paese ancora troppo medioevale? Si? No? Forse? Bò. Non vi biasimo...
I politici che abbiamo votato in precedenza si sono concentrati troppo su culi e tette di casa Berlusconi; gossip, rotocalco, puro e insulso diario rosa scandito giorno dopo giorno da politici istituzionali e macchiette dell’ultim’ora. In mezzo, presunti ‘peculati’... Solo uscendo da questo vortice di plastica, gestito da professionisti intenti a distrarre il popolo, potremo vedere uno spiraglio di luce. E allora chi votare? Chi mandare in Europa? Da chi farci rappresentare? Chissene frega dite? Non vi ribiasimo...
Comunque, dato che lo Stato, la tv, le radio e i giornali non hanno alcuna intenzioni di farci capire qualcosa, vi spiego intanto che il Parlamento europeo è composto di 785 membri provenienti da 27 Stati membri dell’Unione. La sede è a Strasburgo e svolge la sua attività a Bruxelles, in Lussemburgo e a Strasburgo. Chi andrà alle urne sceglierà uno dei 72 membri che spettano all’Italia. Chi andrà alle urne...
Ci sono sessioni plenarie il cui lavoro è preparato in 20 commissioni, che trattano tutti gli argomenti, ripeto ‘TUTTI’ gli argomenti, dai diritti delle donne alla protezione dei consumatori, passando per la salute. Il Parlamento, inoltre, può creare sottocommissioni e commissioni temporanee che si occupano di problemi specifici, nonché commissioni d’inchiesta poste sotto la sua supervisione. Sì, anche commissioni d'inchiesta! Europee!
Detto questo, vi suggerisco alcuni link. Clikkate QUI, QUI, o QUI.

"Non amano l'acqua, molti di loro puzzano perché tengono lo stesso vestito per molte settimane.
Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri.
Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti.
Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci.
Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti.
Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l'elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti.
Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro.
Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro.
I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali".
La relazione così prosegue: "Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma disposti più di altri a lavorare. Si adattano ad abitazioni che gli americani rifiutano pur che le famiglie rimangano unite e non contestano il salario. Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell'Italia. Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più.
La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione".
Il testo è tratto da una relazione dell'Ispettorato per l'Immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti, Ottobre 1912

20 anni fa
Quello che vedete qui sopra è il presidente del consiglio Silvio Berlusconi.
No. Non ho scritto Silvio Berlusconi.

Dal settembre 2006, e per 5 anni, il Barcellona è donatore e partner dell'UNICEF, il Fondo delle Nazioni Unite per l'Infanzia. Sulla divisa ufficiale c'è il logo dell'UNICEF. I blaugrana sostengono i progetti per i bambini dei paesi in via di sviluppo con circa 2,4 milioni di franchi l'anno. Con queste donazioni, l'UNICEF finanzia principalmente i progetti di assistenza ai bambini colpiti dall'aids e di prevenzione della trasmissione del virus dalla madre al bambino.
Forse unico caso al mondo in cui lo sponsor viene pagato invece di pagare. E per beneficenza.
Oltre alla meritata Champions league, alla Liga e alla coppa del Re, il Barcellona vince anche fuori dal campo. VERI CAMPIONI!